ESPERIENZE ERASMUS

NICCOLO' A MADRID

 

Erasmus, parola che fino a qualche anno fa era sconosciuta a molti, oggi è vissuta in pieno da centinaia di studenti che partono per città per lo più europee aprendosi e confrontandosi con questo mondo sempre più "globale". Anche io nel 2006 fui coinvolto in quest'avventura, ne avevo sentito parlare ma non sapevo cosa fosse, fatto sta che in tre giorni presentai la domanda e il 23 settembre 2006 ero con la valigia rigorosamente più pesa di 20 kg in attesa del volo per Madrid. Prima di partire le sensazioni sono davvero forti, i dubbi ti affollano la mente, ti chiedi le cose più inutili e pensi alla tua futura casa (stanza) che ti ospiterà per un anno, come sarà e i tuoi coinquilini, chi saranno? Credetemi ci vuole fortuna, ma se ne trovano davvero di tutti i tipi, dai subaffitti, ai soppalchi, con cani o con gatti, con fumatori e non, dalle soffitte alle cantine, da stanze alte alte fino a 4 metri a stanze basse basse fino a 1 metro e 20 di altezza (in questa ci viveva una certa Pauline francese)... ho reso l'idea.


MADRID


Barajas l'aeroporto di Madrid è subito fuori la capitale e lancia e riceve aerei ad un ritmo frenetico, circa uno ogni 2 minuti... Arrivati in città, l'alloggio iniziale e più economico è in genere un ostello, ma anche pensioni economiche eccetera... in Erasmus vale la regola che se è gratis va provato e se costa poco è comunque migliore. Inizia poi la ricerca della casa e allora ti alzi presto la mattina alle 6:00 e vai in edicola a comprare il "segundamano" (non ne fanno molte copie) e cerchi annunci. Se i risultati non sono soddisfacenti, puoi sempre camminare, camminare e camminare per i quartieri della città che ti piacciono di più e cercare appartamenti che espongono il cartello "Alquiler" (appunto affittasi).

Trovare casa è certamente più facile se sei una donna, per noi uomini è forse un po' più difficile... comunque una volta trovata casa avrà inizio la tua vita Erasmus, impari a conoscere la zona dove vivi, impari a parlare meglio lo spagnolo e inizia così la tua vita là, in un posto, dove non conosci nessuno ed è il momento di farsi valere. La voglia di sfida con te stesso è sicuramente uno dei motivi della tua partenza, ma anche la curiosità, il divertimento, la voglia di libertà, l'indipendenza, lo studio e la voglia di conoscere sono altrettanti stimoli che spingono un ragazzo a partire. In un anno ne succedono di cose, conosci abitudini di persone diverse, di nazionalità diverse dalla tua, ti "dimentichi parzialmente" dei tuoi amici italiani e dei tuoi 20 anni di vita trascorsi in Italia. Lo spagnolo alla fine per noi italiani è una lingua molto facile da imparare e in pochi mesi puoi già capire molto e riuscire a tradurre in spagnolo quello che esattamente vuoi dire, riesci cioè a spiegare esattamente il concetto che vuoi esprimere (all'inizio non è così facile). Partecipi a cene erasmus (meglio se organizzate in case altrui), conosci nuovi amici e incontri facce da una serata sola, passi serate in camera a parlare fino a tardi e a fare altre cose fino a tardi che non si possono raccontare, studi e cerchi di fare esami (altrimenti i tuoi iniziano a pensare di averti mandato in vacanza). Arrivi a feste ubriaco marcio, e peggio ancora arrivi a feste dove sei l'unico sobrio, rimani senza ombrello sotto l'acqua, senza un taxi, dall'altra parte della città e attraversi tutta Madrid a piedi, sotto la pioggia. Studiare e organizzarsi la vita è l'altro lato dell'Erasmus forse più impegnativo, ma sicuramente non meno stimolante e divertente, fare esami in una lingua che non è la tua complica un po' le cose ma non le rende impossibili. La grinta, la voglia di fare e di riuscire, gli amici, l'intraprendenza e la voglia di confrontarsi con altri saranno la tua quotidianità e se avrai anche fortuna tutto andrà "poco a poco" come vorrai. I ricordi quando parli del tuo Erasmus ti affollano la mente, ogni ricordo ti appare collegato ad un altro e man mano che parli scorrono nella tua memoria come una pellicola di un film. Saranno in pochi a capire le emozioni che hai provato e a poterle condividere con te; forse gli unici che possono davvero capirle sono quelle persone che le hanno vissute con te. In una città grande come Madrid ognuno potrà scegliersi la propria vita, ci sono mille possibilità di divertimento, potrai cavalcarla tutta la notte di locale in locale, o farti trascinare tu da essa in quella marea di gente (movida) che ogni notte esce in strada per respirare un po' di libertà. Ci saranno anche momenti tristi e momenti in cui ti potrà sembrare difficile farcela da solo ma te la caverai. Arriverà anche il momento della partenza dei tuoi amici, della fine del tuo Erasmus e sentirai un po' il senso effimero della vita fino a quando non arriverà la tua di partenza e lì finisce l'Erasmus.  Alcuni finiscono in depressione post-eramsus (poi in genere ci si riprende tranquilli) altri non torneranno per un po' in quell'amata città, altri ripartiranno, altri avranno conosciuto l'amore e lo inseguiranno, altri non faranno più ritorno (nel senso buono).  Tutti al vostro ritorno vi chiederanno com'è stato l'Erasmus e voi risponderete una bellissima esperienza, giusto per tagliare corto, ma in realtà sapete benissimo e ne siete piacevolmente e dolcemente coscienti che c'è e c'è stato molto di più. 


                                                                                                                       Niccolò Borchi